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Parigi 3…x2

Questa volta la permanenza si fa lunga. 16 giorni a Parigi con lavori da fare nella nostra casina. Quest’inverno si è allagato un muro e, da quello che dicono dopo i sopralluoghi, per bonificarlo servirà tempo. La prima cosa che faccio quindi, già a febbraio, è iniziare a trovare una sistemazione per tutta la banda. Non possiamo certo partire io e le nane senza un aiuto, dovendo stare anche dietro ai lavori e dobbiamo perciò avere posti disponibili per chi verrà ad aiutarci. Quindi sondo il terreno sulla disponibilità di tutti i familiari: nonno Emilio e zia Vitto partiranno con noi e staranno i primi cinque giorni, anche per vedere meglio la questione cantiere; poi arriva babbo per il week end e la domenica arrivano gli zii Elena e Harpert a darci man forte per i successivi dieci giorni. L’ultima in ordine di tempo, la nostra “Mare Marta”, zia acquisita per gli ultimi giorni e per il ritorno in aereo. Pianificati gli aiuti e i lavori, parto con la ricerca alloggio: gli alberghi sono intoccabili in questo periodo nella nostra zona, Airbnb nemmeno a parlarne (prezzi folli), provo quindi con lo scambio casa… ci regalasse una gioia Home Exchange! E così è! Hèléne, gentilissima, ci mette a disposizione per 16 giorni il suo appartamento in Rue Vavin, a 15/20 minuti a piedi dal nostro. Onde evitare lo sbaglio commesso qualche anno fa, prima di tutto passeggini leggeri: partiamo quindi con lo Yoyo per Sole, per il quale nutriamo un amore-odio (più odio che amore onestamente), il mio amato Bugaboo Bee5 per Olli e il marsupio… sia mai che stavolta mi faccia trovare impreparata! Ma prima di partire prendo anche qualche altro accorgimento: dato che abbiamo fatto uno scambio casa, il rischio è che mi ritrovi 15 giorni Olimpia e Sole nel lettone. Faccio quindi un po’ di ricerche online e trovo Camille, una gentilissima signora che ha messo su un servizio UTILISSIMO di noleggio di attrezzature da bambini (www.babytems.fr). Dai passeggini, ai seggiolini auto, monopattini per bambini, seggioloni, pedane per passeggino per il secondo figlio, sdraiette, lettini, vaschette da bagno, scaldabiberon… quello che cerchi trovi e i prezzi nono sono male, soprattutto per il lungo periodo. Si può fare l’ordine direttamente online e, il giorno di arrivo, lei consegna tutto nel luogo indicato. Il pagamento si può fare online, ma anche direttamente a lei con carta di credito o contanti. Si paga un piccolo extra per la consegna e il pick up finale, ma vale la pena per non avere il pensiero di portarsi dietro un’infinità di cose.

Nei giorni seguenti iniziamo i lavori a casa e tutto sembra prendere una piega inaspettata (positivamente). La situazione sembra migliorata e i lavori da fare sono meno e più veloci. Nel frattempo, non conoscendo bene il 6° arrondissement, girovago, scoprndo un quartiere molto carino, a misura di famiglia e di bambini. I giardini sono vicinissimi e intorno c’è tutto, da farmacia a supermercatino d’emergenza, negozi di giocattoli e di abbigliamento per l’emergenza. Le Petit Souk (www.lepetitsouk.fr) diventa la mia seconda casa, a scapito del conto in banca ovviamente. Oxybule al 19 di rue Vavin offre invece un’enorme gamma di giocattoli interattivi e meno demenziali che i negozi italiani. Vale la pena, soprattutto per cercare intrattenimenti particolari per i piccoli viaggiatori. Migliorata la situazione lavori in corso, abbiamo tempo di dedicarci anche al piacere di essere tutti insieme e di poter visitare qualcosa. Non perdiamo tempo! In 5 giorni riusciamo a fare la parte culturale di Parigi che mi mancava da anni.

Chi ci trova???

Musée de l’Homme al Trocadéro, (chiuso il martedì), molto cambiato dopo la ristrutturazione. Un tempo museo etnografico, dal 1937 diventa museo dell’uomo, contro il razzismo, mantenendo l’impronta del museo etnografico e ricevendo alcune collezioni dal museo di storia naturale. Dopo modifiche e cambiamenti e l’apertura del museo dell’arte primitiva africana e oceanica, che sottolinea l’importanza delle arti primitive, sottovalutate fino ad allora, nel 2015 apre il musée de l’Homme et des sociétés, che unisce aspetti biologici, sociali e culturali.en croisant les approches biologiques, sociales et culturelles, alla ricerca di questioni antiche e contemporanee sull’evoluzione della specie umana.

Louvre (20€ ticket online comodissimo su getyourguide.it, gratuito sotto i 25 anni, non serve fare biglietto ma presentare documento se richiesto). Un’esperienza surreale! Zia Vitto, a fine giro della parte egizia, ci dice di voler vedere di nuovo la Gioconda. Iniziamo a vagare per il museo in lungo e in largo, valicando in su e in giù ogni sacrosanta rampa di scale con i due passeggini. Arriviamo finalmente nella sala antistante, ultimi di una coda infinita. Ci si avvicina uno sconosciuto: “siete quattro?” ci chiede. Annuiamo e con un cenno del capo ci dice di seguirlo, aggiungendo “restè avec moi”. Ci guardiamo dubbiosi e lo seguiamo. Saltiamo la prima fila, la seconda, entriamo in una specie di corridoio parallelo alla coda ufficiale e in 15 secondi siamo accanto alla Monnalisa, senza una testa davanti. A questa distanza sembra pure grande! E via allora con il selfie con la Gioconda!

Disneyland Sono passati 26 anni e ancora ho nitido il ricordo di una corsa dalla mia mamma urlando “mamma mamma, un settenano mi ha dato la mano!!”. Pensavo di toccare il cielo con un dito, sembrava così reale. Era come essere parte di uno di quei cartoni animati tanto amati, un privilegio inimmaginabile durante la parata della sera a Disneyland Paris. Avevo 6 anni e ricordo quella sensazione. Ci sono tornata più volte, ma più crescevo più quella sensazione svaniva lentamente… e non perché sia sparita la bambina che è in me. Bella l’atmosfera ma molto cambiato negli anni. A parte l’assalto di adulti e bambini a qualsiasi attrazione, è impensabile portare bambini come Sole a fare code di 50/55 minuti per una giostrina che ne dura sì e no 2. Ero ancora ferma al Disney degli anni ’90, nel quale i personaggi dei cartoni giravano liberi per il parco pronti a farsi le foto con i bambini. Adesso la coda è anche per le foto, che vengono fatte in orari prestabiliti in aree predefinite. A Luglio assolutamente impensabile, forse da ritentare a settembre/ottobre in giorni infrasettimanali, magari tra un anno o due. (68€ adulti, gratis sotto i 3 anni, biglietti online sul sito ufficiale www.disneylandparis.com).

Non so contare il numero di volte che sono stata a Parigi, ma ancora non avevo visitato il Museè de l’armè, dove tra le altre cose si trova la monumentale tomba di Napoleone.

La zia Vitto e il nonno, ad un certo punto, danno il cambio a babbo Lorenzo, che ci raggiunge giusto per il fine settimana. Il caldo si fa duro da sopportare e optiamo per tornare ai Jardin d’Acclimatation. Questa volta è decisamente interessante per Sole poter approfittare di molte delle attività per bambini che vengono offerte. Tra tutte, la nostra spericolata rimane particolarmente colpita della Torre dell’orologio, una “torre gemella” in miniatura che accetta bambini da 90 cm in su (accompagnati). Non so più quante volte mi sia toccato farla! Non ne ho paura, ma non è neanche la mia attrazione preferita, ma sentirla ridere di gusto la prima volta e tutte le successive era la mia carica più grande. Quella che mi portava a risalirci ogni volta che avevamo finito un turno. Nelle giornate calde è piacevole anche camminare per il parco e saltare sugli spifferi di acqua vaporizzata che, a tempo, spruzzano lungo le stradine o nell’area dedicata ai giochi d’acqua.

L’ingresso al parco costa 5€ ma per come è tenuto si danno volentieri. Le attrazioni sono a pagamento, è possibile acquistare dei carnet di “crediti” anche online o lì direttamente e ad ogni gioco vengono scalati dei punti. Le cose da poter fare sono tante e variano a seconda dell’età (ma soprattutto dell’altezza dei bambini): dalle semplici giostrine, alla passeggiata sui ciuchi e sui pony, montagne russe più o meno “elaborate” e molto altro.

Altra tappa mancante era la villa e il giardino di Monet, luogo culto nel quale il pittore passò gran parte della sua vita dipingendo i quadri più famosi. Ad un’ora e mezzo da Parigi, nella cittadina di Giverny, sorge un grande giardino diviso in due aree: uno più vicino alla casa, con migliaia di fiori e piante (non c’è da aspettarsi l’ordine di un giardino all’inglese!) e una casa abbastanza rustica al suo interno. Nell’altra parte, cascate di glicine, il ponte giapponese e il laghetto con le famosissime ninfee. Un po’ affollato, ma degno di essere visto.

Anche quest’anno, infine, non ci siamo fatti mancare qualche giratina sui pony all’interno dei Jardin du Luxembourg. La nostra amante degli animali se lo ricordava dall’anno scorso!! Inoltre, con i lavori in casa, la mattina mi assentavo spesso per un paio d’ore e Sole approfittava molto volentieri del Ludo Jardin, lo spazio giochi interno ai giardini (gli adulti pagano 1€ e qualcosa anche i bimbi sopra i 3 anni). Il suo preferito un percorso ad ostacoli, tra giochi di equilibrio, salti e sforzi immani nel tentativo di arrampicarsi per guadagnarsi uno scivolo, mentre Olimpia si godeva l’ombra e qualche refolo di vento per il pisolino della mattina.

Come sempre, Parigi non delude. Quando metto piede lì mi sento riavere, tutto sembra avere colori più vivaci… e poi portare Sole nel marsupio a giro con il monopattino elettrico non ha prezzo! Sì, pericoloso. Ma qualche giratina con le dovute cautele… figlia matta per mamma matta. Grazie Lime!!

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